Esegesi del Cinepanettone: Icone e Generi, parte 1

Nel suo essere prodotto rivolto alle masse, il Cinepanettone ed i suoi autori si sono sempre interessati a sintonizzarsi, con dovuta consapevolezza, al suo pubblico, tentando di raccogliere e raccontare tutto ciò che li rappresenta: dalle etichette generazionali, al loro immaginario in continuo modellamento e quindi ai gusti e le referenze.

Volendo racchiudere tutto ciò in due macro insiemi, potremmo utilizzare i concetti di Icona e di Genere.

 

Calciatori, musicisti, attori, influencer di svariata provenienza: le Icone popolari, nel mondo della post ideologia, sono concreti strumenti di formazione, appigli per la costruzione identitaria dell’uomo della società di massa.

In quanto intrisi di contenuti così rilevanti, assumono il ruolo di veri e proprio significanti del reale, assimilabile a quello delle figure sacre nei secoli precedenti.

 

Uno dei titoli che, attraverso il rapporto con l’icona, tenta di raccontare la sua generazione è Vacanze di Natale 95, di Neri Parenti.

In questo, Luke Perry, noto per il ruolo di Dylan in Beverly Hills 90210, serie rappresentativa della generazione ’90, fa da traino per un conflitto generazionale padre-figlia;

una giovanissima Cristiana Capotondi, con il suo fiero Cioè in tasca, ennesima icona simbolo della generazione del tempo e bibbia di ogni adolescente di sesso femminile, tenterà, in svariati modi, l’avvicinamento verso la Star, tra i molteplici scontri e le incomprensioni del padre Boldi.

Il Padre Boldi sbircia turbato il simulacro di ogni giovani anni 90, il diario.

 

Tra il 1998 ed il 2000 arrivano i capitoli più rappresentativi del discorso iconografico portato avanti dal filone: Paparazzi e Body Guards, entrambi di Neri Parenti.

Questi, potpourri di icone della generazione di fine decennio, percorrono un reticolo iconografico transmediale, trasportando su schermo icone da ogni provenienza, dal calcio, alla tv al cinema.

Mostrando questo dalla prospettiva di figure a stretto contatto con la notorietà, pur non facenti parte del loro pantheon: I body guards ed i paparazzi, che diventano così il ponte tra Vip e Nip, la materializzazione fisica del vouyerismo del pubblico nei confronti dei loro Miti.

 

Altra opera rappresentativa del discorso è Tifosi, sempre di Neri Parenti, che arriva nel 1999.

Spaccato dell’Italia calcistica, delle sue tifoserie, delle sue squadre e delle sue ossessioni.

Fulcro di tutto questo diventa la linea narrativa con protagonista Nino D’Angelo.

 

Frame dai titoli di coda di Tifosi, Maradona circondato dai protagonisi del film

 

Dove vengono sviscerate, con ironia, le contraddizioni e le assurdità della tifoseria napoletana, soffermandosi sulla complessa relazione che questa, ancora oggi, possiede con la figura, ormai mitica nell’imaginario napoletano, di Maradona.

 

L’apice del discorso, però, arriva nel 2006 con Christmas In Love, dove la questione iconografica diviene piena teoria.

Viene, esplicitamente tracciato un discorso su ciò che rappresenta l’immaginario televisivo agli occhi della realtà domestica; nello specifico, La mitologia di Beautiful in rapporto all’archetipo della donna casalinga del ceto medio-basso.

L’universo di Beautiful, nel film, si mostra come un teatro immaginifico dove si condensano le fantasie e le proiezioni inespresse del sesso femminile.

La love story tra Anna Maria Barbera e Ron Moss, il Ridge di Beautiful, anticipando di anni il Reality di Garrone, illustra questa proiezione immaginifica, sviluppandosi anche attraverso un interessante lavoro linguistico: nel campo e controcampo di incontro tra i due personaggi, con il sottofondo musicale dell’intro e l’outro dello show, viene, infatti, già espressa tutta la questione.

Ron Moss e Sconsolata in un intimo momento del film; Sconsolata ricostruisce su di lei stessa l’immaginario di Beautiful.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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