Speciale Festival di Venezia 75 – “First Man” di Damien Chazelle (2018)

First Man 
Il nuovo film di Damien Chazelle alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Biennale di Venezia 2018 

Giunto al suo quarto film, è ormai chiaro che il percorso di Damien Chazelle, dietro il leit motiv delle sonorità jazz, ha nell’arrivismo agonista il suo nucleo nevralgico.

Dalle nocche insanguinate del batterista di Whiplash, passando per le contraddizioni della Hollywood contemporanea, e giungendo, oggi, al primo uomo sulla Luna.

La decostruzione dell’iconografia americana si insinua in uno dei tasselli imperanti della sua Storia, quello che divenne strumento fondamentale di rivendicazione del suo potere.

Il Neil Armstrong di Chazelle, infatti, diventa l’uomo americano spogliato dalla suo mitizzazione, colui che ha rinunciato all’affettività per intraprendere un percorso fatto di sangue ed allenamento.

Lo scontro tra l’uomo e lo Statuto imposto dalla grande macchina americana ed il cammino per il suo raggiungimento è costellato da morte, dolore e sacrificio.

E nella prima spedizione verso lo spazio, quindi, che avviene lo spogliamento di ogni icona: lo sbarco nella Luna è la vittoria di un uomo distrutto, formalmente annullato e disperso come un fluido nel suo casco vitreo, il lancio del razzo non è un momento da celebrare, non è spettacolo, ma assordante terrore, sono sagome nere inscritte in cieli fumosi e acri, sono campi larghi funebri e schizoidi primissimi piani.

Chazelle in opposizione ai trionfi di amore e retorica di altri suoi colleghi, sceglie una forma più ambiziosa, a tratti rischiosa, ma che rinuncia all’idealizzazione per una rappresentazione più cinica e materiale del sogno americano.

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