Speciale London Film Festival 2018 – “Sunset” di Laszlo Nemes

“Sunset” di Laszlo Nemes, 2018. 
In Anteprima Mondiale a Venezia 75, il nuovo film di Laszlo Nemes è stato presentato in UK al London Film Festival.

Nella sua seconda opera, László Nemes porta avanti, quasi pedissequamente, il percorso poetico e stilistico già definito con l’acclamata opera prima Son of Saul

“Sunset”, o “Napszalita”, si dimostra, a tutti gli effetti, il controcampo concettuale del suo lavoro precedente, un totale ribaltamento speculare. Dove “Son of Saul”, infatti, trovava nell’oscurità e nella spazialità ristretta il senso di claustrofobia di una vittima dell’Olocausto, “Sunset” fa lo stesso in una Budapest all’alba della Prima Guerra Mondiale, ma stressando la luce e gli spazi aperti, giocando con i fuochi e i fuori campi.

A suggellare il dinamismo e definire continuità è sempre la presenza costante della protagonista, che occlude lo sguardo della macchina, filtro dello spazio filmico e di quello dinamico, dell’occhio dello spettatore e della sua percezione.

Ed anche il concetto di fantasmagoria ritorna, dove nell’opera prima il fantasma ideale prendeva le fattezza di un figlio che si faceva proiezione ed emanazione della speranza di libertà dal contesto orrorifico, mentre qui è la luce stessa, con le sue molteplici forme ed illusioni, che diviene emanazione di un universo oscuro e morboso ma celata da una calma apparente.

Ed in linea con la rivoluzione odierna, tra #metoo e decostruzionismo di genere, il discorso portato avanti da “Sunset”, senza cedere mai a retoriche spicciole, avrà forti connotazioni femministe, ragionando, anche spazialmente, sul ruolo della donna in una società ostruzionista e dalle forti venature maschiliste.

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