Speciale Festival di Venezia 76 – “Martin Eden” di Pietro Marcello

Il nuovo film dell’autore di “Bella e Perduta” in Concorso alla 76esima Mostra del Cinema.

Adattando assai liberamente Jack London, Marcello si tuffa nel napoletano del secondo ante-guerra insieme al suo Martin Eden (splendido Luca Marinelli), marinaio con il vezzo dello scrittore, ma privo di educazione scolastica. Spronato dall’incontro con Elena Orsini, studentessa d’agiata famiglia, Martin studia e legge, si forma, capisce e si migliora, sino alla prima pubblicazione. Memore dei rifiuti, delle difficoltà economiche e degli scontri sociali per amor di Elena, Martin, e con lui il film, diviene progressivamente un ideale, accompagnato dalle immagini di archivio che fanno da controcampo ai suoi luoghi, agli scenari della farsa (politica e artistica), ai luoghi di povertà che mostrerà ad Elena, impaurita e riluttante all’idea che il mondo sia diverso da quello confezionatole dalla famiglia.

Sposato dunque a quelle riprese d’epoca che dispiegano il lato più intimo del suo sguardo, Martin accetta il suo individualismo, lotta i liberali e i socialisti come recitasse egli stesso, ora sopra un palco, ora a tavola o dinanzi ad una cattedra per la conferenza del suo nuovo libro. Lui ed Elena, come Giorgio e Micòl Finzi-Contini, divengono allegorici spettri di un attualissimo contesto politico, incapaci di comunicare pur amandosi, incapaci di ritrovarsi perché distanti nell’educazione, nei fatti, in un cuore che batte in direzioni diverse.

E forse rimane il dubbio che lui e il grande amico Russ fossero la stessa persona, come sostengono ambiguamente i giornalisti, ma questo dubbio si perde in mare insieme a lui, a quella barca d’archivio che affonda, alla guerra che arriva e allo scenario odierno, alle lotte sociali di chi non sa parlare con la gente, o della gente che non vuole ascoltare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *